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La videosorveglianza in condominio.

La legge di Riforma del Condominio ha finalmente dato una risposta al problema della videosorveglianza: una lacuna legislativa impediva infatti l’installazione delle telecamere in condominio. Anche il Garante della Privacy era intervenuto più volte per rimarcare la necessità di una normativa specifica che mettesse d’accordo le esigenze di riservatezza delle persone e quelle di sicurezza personale e dei beni comuni. In sede civile accanto ad alcune sentenze che negavano la possibilità di installare telecamere che riprendessero spazi comuni se ne riscontravano altre che lo permettevano solo con l’approvazione a maggioranza.

L’articolo 1122 ora novella: l’assemblea condominiale decide a maggioranza in materia di videosorveglianza.

Cosa prevede il nuovo articolo 1122 ter del codice civile?

 IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA SULLE PARTI COMUNI”

1. “Le deliberazioni concernenti l’installazione sulle parti comuni dell’edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall’assemblea con la maggioranza di cui al secondo comma dell’articolo 1136.”

La maggioranza necessaria è quella della metà più uno degli intervenuti in assemblea con almeno metà del valore dell’edificio. Dal canto suo l’Amministratore, sempre dietro delibera dell’assembleare, deve adottare diverse cautele allo scopo di salvaguardare il più possibile la privacy delle persone, tra cui:

  • Apporre apposito cartello informativo.
  • Stabilire il tempo di conservazione delle registrazioni.
  • Nominare il Responsabile delle registrazioni.

 

A questo link è possibile scaricare il vademecum della privacy in condominio a cura del Garante, utilissimo per chi voglia approfondire la questione Privacy. Di seguito ecco un estratto a proposito di telecamere e videosorveglianza in condominio:

UN CONDOMINO PUÒ INSTALLARE UNA TELECAMERA CHE RIPRENDE L’INGRESSO DEL SUO APPARTAMENTO O DEL SUO POSTO AUTO?

Quando l’installazione di sistemi di videosorveglianza viene effettuata da persone fisiche per fini esclusivamente personali – e le immagini non vengono né comunicate sistematicamente a terzi, né diffuse (ad esempio attraverso apparati tipo web cam) – non si applicano le norme previste dal Codice della privacy. In questo specifico caso, ad esempio, non è necessario segnalare l’eventuale presenza del sistema di videosorveglianza con un apposito cartello. Rimangono comunque valide le disposizioni in tema di responsabilità civile e di sicurezza dei dati. È tra l’altro necessario – anche per non rischiare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata – che il sistema di videosorveglianza sia installato in maniera tale che l’obiettivo della telecamera posta di fronte alla porta di casa riprenda esclusivamente lo spazio privato e non tutto il pianerottolo o la strada, ovvero il proprio posto auto e non tutto il garage.

LA VIDEOSORVEGLIANZA
Nel caso in cui il sistema di videosorveglianza sia installato dal condominio per controllare le aree comuni, devono essere adottate in particolare tutte le misure e le precauzioni previste dal Codice della privacy e dal provvedimento generale del Garante in tema di videosorveglianza.
Tra gli obblighi che valgono anche in ambito condominiale vi è quello di segnalare le telecamere con appositi cartelli, eventualmente avvalendosi del modello predisposto dal Garante.
Le registrazioni possono essere conservate per un periodo limitato tendenzialmente non superiore alle 24-48 ore, anche in relazione a specifiche esigenze come alla chiusura di esercizi e uffici che hanno sede nel condominio o a periodi di festività. Per tempi di conservazione superiori ai sette giorni è comunque necessario presentare una verifica preliminare al Garante.

Le telecamere devono riprendere solo le aree comuni da controllare (accessi, garage…), possibilmente evitando la ripresa di luoghi circostanti e di particolari che non risultino rilevanti (strade, edifici, esercizi commerciali ecc.). I dati raccolti (riprese, immagini) devono essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza che ne consentano l’accesso alle sole persone autorizzate (titolare, responsabile o incaricato del trattamento).

Nel prossimo articolo parleremo di : lavori straordinari e fondo speciale.

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